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Il Castello

Il 20 maggio 2014 un gruppo di abitanti della zona ha ripulito la Chiesa di San Clemente. I lavori sono preliminari ad una fase nuova, avviata dal Municipio, per il recupero di questo tesoro artistico presente nel nostro territorio.

Il Castello di Torrenova

“L’edificio risulta composto di due bracci piuttosto sviluppati in lunghezza, che si incontrano ad angolo retto secondo due delle facciate maggiori: lo spazio da essi così delimitato è chiuso sugli altri due lati da una recinsione che nel tratto a sud-est, coronato da merli ghibellini in parte moderni, comprende la torre e l’ingresso.  Il braccio orientato a nord-est doveva costituire in origine l’ala nobile del complesso: lo suggeriscono sia le eleganti incorniciature delle finestre – includenti come decorazioni le stelle e i rastrelli dello stemma Aldobrandini – sia la decorazione a monocromato che ne orna l’esterno, sia il portico a 5 arcate che ne ritma il prospetto sulla corte.

Curò per gli Aldobrandini il restauro e l’abbellimento del palazzo nonchè la costruzione della grande cappella che sorge isolata a destra dello stesso, l’architetto Giovanni Fontana, tra il 1600, l’anno dell’acquisto di torrenova da parte degli Aldobrandini, e il 1605, l’anno della morte di Clemente VIII Aldobrandini. Il cui nome compare nell’iscrizione al sommo della facciata della chiesa (CLEMENTE VIII POT. OPT. MAX.); ……Nel cortile erano “tre vasche di pietra per fontane” nel 1682 (2)”

Ville della Campagna Romana 1975, I.B.Barsani e M.G. Branchetti

Castello

La Chiesa di S. Clemente

La Festa del Castello

“Torrenova aveva anche una sua festa che si svolgeva nel mese di Maggio. La maggiore attrazione della ricorrenza erano le corse dei cavalli maremmani. Ogni anno le maggiori aziende della zona si sfidavano in corse sfrenate che ricordavano quasi il palio di Siena. Ricordo fra queste l’azienda dei fratelli Renzi, eterni rivali dei Conforti e dei Migliorelli, tutti valenti cavallerizzi. A tutt’oggi Camillo Migliorelli, il piu’ giovane dei fratelli, è un esperto allevatore di cavalli da sella in quel di Valmontone.

Il tifo e l’agonismo fra gli opposti clan erano accesissimi, non inferiori a quello calcistico attuale. Molte altre aziende partecipavano alle corse. Tra le tante che ricordo e che posso nominare c’erano la Sbardella, i Fratelli Parmegiani con il loro campione Petrin Carra, famoso domatore di cavalli selvaggi maremmani, la Censolini, la DeAmicis, la Pantane Borghese, una delle piu’ ricche. Ma i migliori cavalli e i piu’ abili cavalieri erano i Renzi, i Conforti,  e i Migliorelli. La rivalita’ piu’ accesa era fra loro. La festa, semplice come poteva esserlo solamente in quei tempi, era seguita dall’encomiabile processione e da sbornie solenni che i rudi lavoratori dei campi prendevano con l’abbondante vino donato generosamente dalle aziende, vino genuino al 100%. A quei tempi non si conosceva ancora il metanolo.

Ricordo ancora che nella zona giravano in pattuglia i carabinieri a cavallo, figure mitiche, che incutevano un grande timore in noi ragazzini, e credo incutessero un grande terrore anche ai veri ladri di polli e di bestiame, uniche forme di delinquenza, perfino rare, conosciute allora. Quando c’era il furto di un cavallo o di una mucca se ne parlava alla dispensa di Torrenova per giorni e giorni come di un fatto enorme.

Un paesaggio agreste e idilliaco, tuttavia destinato a finire. Una nuova invasione era destinata a sommergere quel mondo, rimasto immutato per secoli”.

Luigi Parmegiani ROMAOTTO AGO.-SET. 1986

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La chiesa di San Clemente oggi

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